BACIAMI ANCORA

Regia: Gabriele Muccino

Interpreti: Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti, Marco Cocci, Sabrina Impacciatore, Daniela Piazza, Primo Reggiani, Francesca Valtorta, Adriano Giannini, Valeria Bruni Tedeschi

Produzione: Italia 2010

Genere: Drammatico

Durata: 139'

Uscita: 29/01/2010

Formato: 35MM 1.85:1

Distribuzione: Medusa

Carlo e Giulia si sono amati e odiati e traditi e ora, separati, condividono la figlia Sveva. Giulia ha un nuovo compagno, un attore, mentre Carlo ha tante donne e poco amore. Marco e la moglie hanno inseguito disperatamente il desiderio di un figlio e da quel fantasma si sono lasciati corrodere. Livia ha cresciuto Matteo da sola, Alberto ha perseguito l'indipendenza affettiva, Paolo è passato da una dipendenza ad un'altra. Il ritorno a Roma di Adriano, il padre di Matteo, dopo quasi dieci anni, li riunisce e li riporta alla fontana dei desideri, ma non c'è più acqua: o la si riempie o ci si schianta al suolo. Dieci anni fa, L'Ultimo Bacio irrompeva sulla scena cinematografica italiana risollevandone le sorti al botteghino ma soprattutto proponendosi come uno specchio delle brame e dei tentennamenti dei trentenni, a cui la maturità pareva porre le sue richieste anzitempo; scomoda, insoddisfacente, liberticida. Il film movimentava le acque e, forse, le coscienze, con la sua macchina da presa mai ferma e il suo protagonista sempre in corsa, per non lasciarsi sfuggire questo, per riprendere quello, per battersi sul tempo prima e per recuperarlo poi.
Ma gli americani non se lo potevano tenere Gabriele Muccino? E' questa la domanda che mi son posto, più volte, durante il lunghissimo (quasi due ore e mezza di film!) , estenuante ed eccessivo BACIAMI ANCORA, furbo sequel di quella che rimane la miglior opera mucciniana, L'ULTIMO BACIO. I personaggi sono quelli, dieci anni dopo. Da trentenni affetti dalla sindrome di Peter pan in cui ci si poteva anche rispecchiare, ora sono diventati dei quasi quarantenni sull'orlo di una crisi di nervi: paranoici, incompleti, insoddisfatti, piagnoni, isterici, fuori di testa. Il mondo piccolo borghese dal quale provengono li ha trasformati in delle ridicole macchiette che si aggirano in un film che ha dialoghi e situazioni da soap-opera. Di Muccino rimangono i troppi dolly, il montaggio nervoso ed una Roma assolutamente finta (con tanto di campo di grano in cui fare passeggiatine romantiche), ma la troppo carne al fuoco, alcuni personaggi poco credibili e le frasi uscite dai Baci Perugina rendono il film assolutamente indigeribile e tristemente patetico.

IN SINTESI: NEVROTICO