LA GUERRA DI CHARLIE WILSON
(Charlie Wilson' s War)

Regia: Mike Nichols

Interpreti:  Tom Hanks, Philip Seymour Hoffman, Julia Roberts, Amy Adams, Ned Beatty, Om Puri

Produzione: USA 2007

Genere: Commedia

Durata: 98'

Uscita: 08/02/2008

Distribuzione: Universal Pictures Italia

La storia vera di Charlie Wilson, il deputato americano che negli anni '80 ha finanziato l'invio di armi ai mujahidin, per respingere l'invasione sovietica dell'Aghanistan. Amante di donne, alcol e cocaina, Wilson riuscì attraverso un'improbabile alleanza tra il Mossad israeliano, l'Egitto e il Pakistan a far avere alla resistenza afgana ciò di cui aveva più bisogno: armi e bazooka per abbattere gli elicotteri russi.
Ah le favolose guerra "giuste" americane! Oggi si danno da fare per combattere Al Queida, 20 ed oltre anni fa, si davano da fare per combattere il comunismo. Naturalmente sempre con il medesimo "disinteresse" (!). Nichols ripercorre la carriera di questo deputato di facili costumi, dedito a donnine facile e droga, che sposò l'idea di aiutare il popolo afgano a combattere i sovietici, inviando quantità di armi sempre maggiori. Ma si sa che tra quegli afgani che Wilson e i signori della CIA hanno addestrato per combattere i comunisti, ci sia stato anche un certo Bin Laden che grazie proprio a quegli insegnamenti è diventato quello che è oggi: il nemico numero uno. Nichols non lo dice, ma fa intendere ciò e dimostra inoltre quanto l'interesse americano sia di facciata: è facile distruggere, ma nel momento in cui da quelle macerie tocca far nascere una democrazia, allora l'interesse scema e si torna a casa, alla ricerca di un nuovo nemico da annientare. Hanks interpreta il lascivo deputato, con quella faccia sempre più rotonda, ma obiettivamente sembra fuori parte, così come la Roberts un po' ridicola con quelle cotonature anni 80, mentre notevole invece, come quasi sempre, Philip Seymour Hoffman. Alla fine comunque LA GUERRA DI CHARLIE WILSON non graffia come avrebbe dovuto/potuto e si ha quindi  la sensazione di trovarsi di fronte ad una (buona) occasione mancata per parlare dell'America di ieri che non è poi tanto diversa da quella di oggi.