Quindicimila dollari di budget. Con quella cifra ad Hollywood non ci pagano neanche le comparse! Eppure sono bastati per girare uno dei casi cinematografici della stagione, PARANORMAL ACTIVITY. Già una decina d'anni fa, Blair Witch Project, riuscì nell'impresa di ottenere un grande successo di fronte ad una spesa irrisoria e un'idea comunque vincente, ma ora il regista istraeliano Oren Peli, fa di meglio, complice la benedizione di Sua Maestà Steven Spielberg. La storia è semplice e, nel suo assunto, rimanda a decine, se non centinaia, di film analoghi. San Diego, California. Micah e Katie sono fidanzati e vivono insieme. Katie ha una lunga e strana storia di presunti contatti con un’entità soprannaturale che sembra seguirla da quando aveva otto anni. Micah è scettico, ma vuole aiutarla. Perciò decide di filmare tutto - la telecamera è puntata su di loro anche quando dormono - in modo da poter catturare l’eventuale “presenza”. Il film è presentato quindi come se fosse un montaggio dei filmati di Micah. Un sensitivo, il dottor Fredrichs, visita la loro casa per scoprire se c’è “qualcosa”. Katie gli spiega che accadono fenomeni inspiegabili: luci che lampeggiano, rubinetti che si aprono e si chiudono da soli e così via. Fredrichs capisce che la questione dev’essere risolta lì, non basta scappare: l’entità inseguirà Katie ovunque, come ha già fatto. Fredrichs distingue tra fantasmi e demoni: i fantasmi erano umani, i demoni no. Lui sa come affrontare i fantasmi, mentre per i demoni serve un demonologo: faranno meglio a chiamarne uno. Invece, Micah cerca di contattare il demone con una ouija-board: proprio quello che Fredrichs aveva detto di evitare, per non provocarlo.
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Si ringraziano, per la disponibilità e per la gentile collaborazione, le case di distribuzione italiane ed in particolare: 01 Distribution, 20Th Century Fox, BIM, CDI, Dujass, Eagle Pictures, Esse & Bi, FilmAuro, IIF, Lady Film, Lucky Red, Mediafilm, Mikado, UIP. Si ringrazia inoltre lo Studio Lucherini Pignatelli.